La meditazione riguarda gli aspetti più svariati della vita: dal business, allo sport alla medicina.

Una volta confinata alle pagine dei magazine dedicate ad uno stile di vita sano o al benessere, la meditazione oggi può essere un supporto alla carriera.

La meditazione non è una moda

La questione però è che la meditazione non si può annoverare solo tra le ultime mode in voga in questo periodo storico, ma si tratta di un vero e proprio modo di vivere.

Un articolo del NYC Times riporta i risultati di uno studio, giungendo alla conclusione che la meditazione possa diminuire la motivazione e che quindi sia controproducente in un ambiente di lavoro. L’autore asserisce che, essendo la meditazione basata sull’ insegnare ad accettare la realtà così com’è, di conseguenza non spronerebbe a migliorare e progredire sul lavoro.

Ma ciò che invece insegna la meditazione (in questo caso specifico la mindfulness) è di non reagire emotivamente ed impulsivamente a ciò che ci succede perchè accettazione non significa rassegnazione ma bensì agire con la piena consapevolezza di ciò che stiamo facendo.

L’articolo asserisce che la motivazione implica una certa dose di insoddisfazione nei confronti del nostro presente, e che quindi sembra non essere in linea con una pratica psicologica che infonde un senso di equanimità e calma.

Ma occorre tener presente che le persone sono motivate non solo da quel senso di insoddisfazione, ma bensì da sentimenti come l’amore, la gratitudine, i sogni, il patriottismo…

Meditare costantemente aiuta la concentrazione

A dispetto di questo studio condotto in breve tempo e su un esiguo campione di individui, è fondamentale ricordare che la meditazione esplica i propri effetti positivi dopo alcune settimane, quindi nel lungo periodo. Ecco perchè studi che ne provano i benefici hanno una durata di minimo 8 settimane o anche più.

La meditazione può supportare il perseguimento di un obiettivo attraverso un miglioramento del nostro livello di attenzione e capacità di focalizzarci senza farci adagiare a sentimenti di rassegnazione e passività ma bensì con una maggiore consapevolezza del proprio presente. Ciò risulta vitale per esempio per i manager che in ogni momento si trovano a dover gestire le questioni più disparate sotto stress.

Ecco il motivo per cui molte aziende hanno introdotto questa pratica per i loro dipendenti.

Per esempio, il CEO della Cooper Investors, si avvale della meditazione durante i processi decisionali della sua azienda ed afferma: “essere un investitore richiede la capacità di dover trasformare una vasta quantità di informazioni in pochi efficaci consigli e la meditazione mi aiuta molto in questo processo, facilitandomi nello scartare le informazioni non rilevanti per focalizzarmi solo su quelle capaci di fare la differenza negli investimenti di lungo periodo”.

Lo sai che fare della meditazione un’abitudine quotidiana è più semplice di quanto tu possa pensare?