3 libri al femminile da regalare o da regalarsi

Lo sai che regalare un libro è sempre un’idea vincente? È come donare un paio di ali con cui librarsi in volo: leggendo viaggiamo nello spazio e nel tempo, esploriamo lande sconosciute, viviamo molteplici vite.

Un libro arricchisce i nostri momenti liberi di dosi massicce di fantasia. Ci accompagna in viaggio, negli attimi che precedono il sonno e durante le pause di relax, magari mentre sorseggiamo un tè o una cioccolata calda.

Te ne suggerisco tre appena usciti in libreria e rigorosamente al femminile. Le autrici sono donne diversissime l’una dall’altra, provengono dai percorsi di vita più disparati. Eppure, nelle loro opere risalta un denominatore comune: l’introspezione, il guardarsi dentro, il prendere coscienza dei sogni racchiusi nel profondo del cuore e battersi affinché si realizzino.

“La stanza della tessitrice” di Cristina Caboni (Ed. Garzanti). Un romanzo che coniuga stoffe preziose, sogni e un delizioso sapore di antico. Camilla è una giovane donna che si trasferisce a Bellagio per dare una svolta alla sua esistenza. Lì, nella sartoria Gioielli di Stoffa, dona una nuova vita anche agli abiti datati e ormai smessi delle clienti. Ma il destino le scombussola i piani: tornata a Milano a causa di un malore di Marianne, che l’ha cresciuta come una figlia, accetta di mettersi alla ricerca della sorella “segreta” della donna. Da quel momento il racconto si svolge su due piani temporali. Alla trama principale si intrecciano le avventure di Maribelle, madre di Marianne e stilista affermata nella Parigi della Seconda Guerra Mondiale: tra abiti, misteri e antiche tradizioni il racconto si fa talmente avvincente da tenerti incollata fino all’ ultima pagina. 

“La coda della sirena” di Anna Cataldi (Ed. Rizzoli). Se hai amato “La mia Africa”, film che nell’ 86 venne premiato con ben sette Oscar, questo libro ti lascerà senza fiato. Dieci anni prima del trionfo della pellicola agli Academy Awards, la giornalista Anna Cataldi si era innamorata del libro omonimo di Karen Blixen e si impegnò strenuamente a portarlo sul grande schermo. Spaziando dagli infuocati paesaggi africani a metropoli come New York, Milano, Copenaghen e Londra, il memoir della Cataldi racconta l’iter della trasposizione cinematografica del romanzo: l’amore per l’Africa condiviso con il fotografo Peter Beard, i “no” ricevuti da Polanski e Orson Welles, il sostegno di Franco Zeffirelli sono solo alcune delle tappe di un’affascinante rotta che, contrapponendo la natura selvaggia del Continente Nero al glamour del gotha hollywoodiano, conduce all’agognata meta di un sogno fattosi realtà. 

“Nebbia a Tangeri” di Cristina Lopez Barrio (Ed. DeA Planeta Libri). Un romanzo, e un romanzo nel romanzo, che instaurano un intrigante connubio tra il genere rosa, il giallo e il racconto di viaggio. A fare da protagonista è Flora, giovane madrilena intrappolata in un ménage soporifero. Il suo flirt di una notte con il misterioso Paul Dingle e la successiva sparizione di lui sono il motore della trama: sulle tracce di un libro appartenente a Paul, “Nebbia a Tangeri”, Flora si lancia alla sua ricerca nella città marocchina citata nel titolo. Contatta quindi Bella Nur, l’anziana autrice del romanzo, e tenta di carpire il segreto che unisce un uomo in carne ed ossa, Paul, e il personaggio letterario con il quale condivide il nome e i tratti fisici. Il finale è da colpo di scena, una rocambolesca combinazione di realtà e finzione narrativa. Morale della favola? Flora scoprirà l’identità del suo amante, ma imparerà anche molto su se stessa.